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Tommaso Viglietti

Photography and Video, Male 43 y.o.
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Fotografo professionista. Beta Tester Photographer di una delle più importanti aziende di strumentazione fotografica approccia alla fotografia all’età di soli 7 anni identificando nella “macchinetta” il mezzo per esprimere le sue emozioni.
La cameretta ben presto lascia spazio alla camera oscura luogo deputato ed esplorare, sperimentare ed esprimere la propria introspezione e complessità, a dar luce, ombra o buio o colore ad una natura impressa sulla carta così per come il sentimento di quel momento gli indica la strada.
Un percorso arduo, da autodidatta, ma sempre in salita che lo porta a numerose partecipazioni a mostre ed eventi dove non manca di affermarsi conseguendo numerosi e prestigiosi riconoscimenti.
Definizioni comuni sulla fotografia nulla valgono per rappresentare le capacità di Tommaso Viglietti: gli scatti, solo gli scatti rendono ragione al suo curriculm.
Purista della materia non utilizza particolari programmi, filtri o stratagemmi mistificatori dell’immagine originaria: per lui natura e realtà possiedono già tutti gli elementi e le sfumature espressive per “significare” il suo pensiero.
Passione irrefrenabile, incessante quasi ansiosa ricerca di quel momento emozionale del quale lasciare traccia lo spingono ad un girovagare perpetuo, nomade e schiavo di quel particolare richiamo che può sopravvenire in qualsiasi momento: hic et nunc. Unica compagna di viaggio, lei: La macchina fotografica; mezzo: l’obbiettivo, proiezione del proprio sguardo atto a catturare nella realtà le proprie sensazioni. Tappa finale, La fotografia: il modo per estrinsecarle.
Nelle sue lo scardinamento di tempo, spazio e realtà ed una innovativa accezione.
Il click non ferma il tempo: passato un istante dopo essere stato compiuto lo rende dinamico estrapolandone quel dettaglio unico e personale che muta quella stessa realtà, per tutti uguale, in ultronea da se poiché pregna della propria emozione e del suo intimo senso.
Spazio e relatà, funzionali l’uno all’altro, originano quindi una immagine scevra dalla propria fissità e staticità cogliendone non ciò che rappresenta, ma l’essenza della sensazione che esprime: il suo “attimo Essente”.
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